Ripensare la classificazione delle malattie epatiche autoimmuni e del danno epatico provocato da farmaci e prodotti erboristici attraverso l’intelligenza artificiale. È l’obiettivo di LiverMapAI, il progetto di ricerca avviato il 1° luglio 2026 all’Università degli Studi di Milano-Bicocca e coordinato da Alessio Gerussi, medico e ricercatore del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, nel ruolo di Principal Investigator.
Il progetto è stato selezionato e finanziato nell’ambito dello Starting Grant – Fondo Italiano Scienza (FIS2) del Ministero dell’Università e della Ricerca, programma destinato a sostenere ricercatori emergenti con finanziamenti compresi tra 1,2 e 1,5 milioni di euro.
LiverMapAI nasce dalla necessità di migliorare la classificazione di condizioni epatiche complesse, nelle quali possono sovrapporsi caratteristiche di malattie differenti. Tra queste rientrano le patologie autoimmuni del fegato e il Drug- and Herbal-Induced Liver Injury (DHILI), il danno epatico causato da farmaci e prodotti erboristici. Quest’ultimo può presentarsi con caratteristiche simili a quelle delle malattie autoimmuni, rendendo particolarmente complessa la diagnosi e la scelta del trattamento.
Il progetto punta a superare i limiti delle classificazioni basate principalmente sul consenso degli esperti, integrando attraverso l’intelligenza artificiale diverse tipologie di dati. Verranno analizzate le immagini delle biopsie epatiche, le informazioni cliniche, i dati genetici e le analisi molecolari del tessuto, con l’obiettivo di individuare pattern che oggi possono non essere riconoscibili attraverso i metodi diagnostici tradizionali.
L’obiettivo finale è contribuire a una diagnosi più accurata e a una maggiore personalizzazione delle terapie, riducendo il rischio di trattamenti non necessari e migliorando la capacità di identificare precocemente i pazienti a rischio di danno epatico indotto da farmaci.
Il progetto si inserisce nel percorso di ricerca di Gerussi sulle malattie epatiche complesse e segue il recente consenso internazionale da lui coordinato sulla compresenza di colangite biliare primitiva ed epatite autoimmune, i cui risultati sono stati pubblicati nel luglio 2026 sulla rivista Hepatology.