[dall'"Eco di Bergamo" del 4 febbraio 2026]
Gentile Direttore,
le trasformazioni che stanno attraversando il sistema sanitario e universitario richiedono oggi capacità di visione, responsabilità istituzionale e, soprattutto, un forte lavoro di integrazione tra i diversi attori protagonisti del cambiamento. A dimostrarlo sono anche i numerosi interventi che, sulle pagine del suo giornale, stanno animando il dibattito sulla sanità e i percorsi formativi correlati. In Lombardia, negli ultimi 20 anni, i risultati più solidi e duraturi sono nati proprio quando università ed enti sanitari hanno scelto di agire in modo coordinato, all’interno di un percorso condiviso tra istituzioni pubbliche e territorio, valorizzando le rispettive competenze e i punti di forza complementari all’interno di un disegno comune.
L’Università di Milano-Bicocca guarda in quest’ottica al rapporto costruito con la città di Bergamo e la sua provincia. Una collaborazione che dura da oltre quindici anni e che si è sviluppata attraverso virtuose alleanze sinergiche, nelle quali ciascun attore ha contribuito con le proprie eccellenze: il valore clinico-assistenziale e di ricerca innovativa dell’ASST Papa Giovanni XXIII, le competenze scientifiche e didattiche del nostro Ateneo, il contributo multidisciplinare e tecnologico dell’Università di Bergamo.
Il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicine and Surgery in lingua inglese rappresenta uno dei risultati più significativi di questo percorso. Nato da una progettazione lunga e complessa, il corso si fonda su un’impostazione didattica innovativa, prima in Italia nel suo genere, integrata fortemente con la pratica clinica e caratterizzata da una chiara vocazione internazionale. La sua realizzazione ha richiesto investimenti rilevanti in infrastrutture - oltre 1,5 milioni di euro negli ultimi cinque anni - e un impegno continuativo e crescente da parte dell’Università di Milano-Bicocca in termini di docenza e supporto tecnico-amministrativo.
L’offerta formativa proposta per il corso di Medicine and Surgery ha raggiunto le 52 unità per anno accademico e ha ottenuto di recente l’accreditamento Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Inoltre, ampi margini di sviluppo sono oggetto di confronto continuo con l’ASST Papa Giovanni XXIII e con l’Università di Bergamo. La qualità scientifica del progetto è garantita anche dal contributo del Dipartimento di Medicina e Chirurgia di Milano-Bicocca, riconosciuto due volte come Dipartimento di eccellenza e recentemente primo tra le università pubbliche italiane per qualità della ricerca delle facoltà di Medicina nella classifica “Times Higher Education 2026”.
Il valore costruito negli anni risiede nella continuità di un modello che funziona, capace di evolvere e di adattarsi alle nuove sfide senza disperdere il patrimonio di competenze, relazioni e investimenti già messi in campo. Un modello che coniuga respiro internazionale, qualità della formazione e attenzione alle specificità territoriali.
Peraltro, l’Università di Milano-Bicocca è attiva presso il Papa Giovanni XXIII anche con un’offerta formativa strutturata nelle professioni sanitarie, con corsi di laurea in Infermieristica, Fisioterapia e Ostetricia, oltre ai percorsi per Tecnici di radiologia medica. Si tratta di lauree triennali che generano un impatto particolarmente rilevante sul territorio, poiché formano figure professionali centrali nella presa in carico delle persone e nel collegamento tra ospedale, servizi e comunità, contribuendo a rispondere in modo diretto alle necessità del sistema sanitario regionale e nazionale.
Il progetto ANTHEM (AdvaNced Technologies for Human-centrEd Medicine), di cui l’Università di Milano-Bicocca è capofila e a cui l’Università di Bergamo partecipa con un ruolo molto rilevante, nasce da una visione condivisa di sviluppo che tiene insieme l’innovazione tecnologica e la sua applicazione concreta ai bisogni di salute delle persone e dei territori. Si tratta di un progetto nazionale che mette le tecnologie avanzate al servizio della medicina, con un approccio multidisciplinare orientato alla personalizzazione delle cure e al miglioramento dell’assistenza per specifiche patologie croniche e oncologiche. Un ulteriore esempio di come la collaborazione tra Atenei e strutture sanitarie possa generare modelli avanzati senza frammentare risorse ed energie.
Nella stessa logica di cooperazione si inserisce l’esperienza della Fondazione U4I - Universities for Innovation, di cui Milano-Bicocca è socia fondatrice insieme agli atenei di Bergamo e Pavia, e a cui si è recentemente aggiunta l’Università LIUC-Castellanza. La Fondazione, oggi coordinata dall’Università di Bergamo, opera come piattaforma per la valorizzazione della ricerca scientifica e il trasferimento tecnologico verso il mercato, potendo contare su una comunità accademica ampia e articolata, nella quale l’Università di Milano-Bicocca rappresenta la componente numericamente più significativa in termini di studenti, docenti e ricercatori coinvolti, beneficiando comunque del prezioso apporto qualitativo degli altri atenei lombardi.
In questo contesto, il Piano strategico dell’Università di Milano-Bicocca, appena approvato per il triennio 2026-2028, ribadisce quanto sia importante rafforzare le interazioni con il territorio e costruire alleanze stabili per creare un ecosistema lombardo competitivo a livello nazionale e internazionale. La collaborazione tra Università di Milano-Bicocca, Università di Bergamo e ASST Papa Giovanni XXIII si traduce dunque nella volontà di sviluppare iniziative capaci di accrescere l’attrattività dei nostri sistemi universitari e sanitari verso sfide globali, rafforzando una presenza qualificata, congiunta e duratura sul territorio. La sinergia tra istituzioni rappresenta infatti la leva più efficace per l’innovazione, oggi come in futuro.
Marco Orlandi
Rettore dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca