Una nuova strategia basata sulle nanotecnologie apre prospettive per lo sviluppo di trattamenti più mirati contro le patologie autoimmuni e infiammatorie del fegato. Il risultato è frutto di una collaborazione tra Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Milano-Bicocca e Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, nell'ambito di un progetto finanziato dal PNRR.
La ricerca si è concentrata sulla colangite biliare primitiva (PBC), una patologia autoimmune cronica che colpisce i dotti biliari e che, nei casi più gravi, può rendere necessario il trapianto di fegato.
L'obiettivo dei ricercatori è stato sviluppare nanovettori capaci di veicolare specifici acidi nucleici direttamente nelle cellule immunitarie del fegato, con la prospettiva di inibire una proteina coinvolta nella malattia. Lo studio ha previsto diverse fasi sperimentali, dalla progettazione e caratterizzazione delle particelle alla valutazione della biosicurezza e dell'efficacia terapeutica in un modello animale.
Per l'Università di Milano-Bicocca hanno contribuito i gruppi di ricerca guidati da Pietro Invernizzi e Carlo Alberto Scirè, in collaborazione con gli altri partner scientifici. Il lavoro integra competenze di nanotecnologia, farmacologia, immunologia e ricerca preclinica, con l'obiettivo di individuare sistemi di trasporto più selettivi e potenzialmente applicabili alla terapia di queste patologie.
I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica internazionale Small. La ricerca rappresenta un primo passo in ambito preclinico verso possibili applicazioni terapeutiche, che richiederanno ulteriori studi prima di un eventuale impiego clinico.