Giovedì, 21 luglio 2022

Milano-Bicocca e il Ministero della salute del Rwanda insieme per prevenire le malattie cardiovascolari

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Nel cuore dell’Africa per far fronte a ipertensione e diabete, tra in principali fattori di rischio cardiovascolare.
Da questo obiettivo muove la collaborazione internazionale tra l’Università di Milano-Bicocca e il ministero della salute del Rwanda che nei prossimi tre anni vedrà impegnati docenti, ricercatori e medici dell’Ateneo nel supporto allo sviluppo di competenze di elevata qualità del personale sanitario rwandese.

L’accordo è stato annunciato oggi, giovedì 21 luglio 2022, durante il workshop dal titolo “Rwanda College of Physicians Arterial Hypertension Symposium: measure BP and control it to prevent cardiovascular events in Africa”, che si tiene fino a domani nella capitale Kigali, alla presenza del ministro della Salute rwandese, Daniel M. Ngamije, e del professor Gianfranco Parati, coordinatore scientifico della partnership.

In Africa sono circa 2 milioni ogni anno i decessi prematuri fra gli adulti attribuiti a diabete e ipertensione. Studi scientifici stimano che, a causa della mancanza di servizi sanitari adeguati, solo dal 10 al 20 per cento delle persone che vivono con queste condizioni sono regolarmente sotto cura.

«In Africa il cambiamento degli stili di vita ha determinato l’esplosione di malattie non infettive, come diabete e ipertensione – spiega il professor Gianfranco Parati, docente di Cardiologia della scuola di Medicina e chirurgia di Milano-Bicocca e direttore scientifico dell’IRCCS Istituto Auxologico Italiano di Milano –. L’assistenza sanitaria, tuttavia, è preparata a fronteggiare principalmente infezioni acute mentre è limitata l’esperienza nella gestione delle malattie croniche, fatta eccezione per l’HIV, che richiede trattamenti a lungo termine. L’accordo con il governo del Rwanda prende avvio da questa consapevolezza e dalla conseguente necessità di personale sanitario adeguatamente formato e competente nella gestione dei fattori di rischio e delle malattie cardiovascolari».